le norme da rispettare per tenere sotto controllo le
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19 Marigo 05.04 07-05-2004 10:56 Pagina 130 LE NORME DA RISPETTARE PER TENERE SOTTO CONTROLLO LE ESPLOSIONI DA POLVERI Le principali misure di prevenzione e protezione: una guida tecnica che non si ferma all’illustrazione delle disposizioni della Direttiva ATEX (seconda parte) Dott. Ing. Marzio Marigo - Consulente Antincendio e Sicurezza sul Lavoro, Pordenone Prosegue su questo numero la seconda parte dell’interessante lavoro che, partendo da considerazioni sulla valutazione del rischio da esplosione causato da polveri (Direttive ATEX 100a e 137), si propone di illustrare le principali misure di prevenzione e protezione per far fronte a tale tipo di fenomeno. L’autore con questo contributo, si è ripromesso l’obiettivo di fornire una piccola linea guida tecnica sulle esplosioni da polveri, che vada al di là della semplice illustrazione del disposto legislativo di recepimento ATEX, facendo ampio ricorso alle normative tecniche vigenti (EN, CEI, prEN, NFPA) e dando precisi riferimenti tecnico progettuali. Cominciamo analizzando le problematiche che caratterizzano l’elettricità statica. Nel trasferimento pneumatico delle polveri, le cariche elettriche si accumulano per contatto e stro- finio sia lungo le condotte, sia nei recipienti intermedi e finali, sia nelle macchine operatrici funzionali all’impianto (ventilatori, coclee). La densità di carica specifica generata per le più comuni operazioni con le polveri è riportata in tabella 8. La misura principale di prevenzione consiste nel collegamento a terra, senza soluzione di continuità, di tutte le parti metalliche e non metalliche dell’impianto (artt. 7.2.5 ÷ 7.2.6 norma CLC/TR 50404). In generale tale misura, per le parti metalliche, è sempre adottata in quanto i collegamenti tra le varie parti dell’impianto consistono in giunti bullonati o saldati. Nel caso di interruzione di continuità sarà necessaria l’adozione di opportuni ponti elettrici. L’uso di tubazioni in materiale plastico trasparente come visualizzatori del flusso è sconsigliato a causa dell’elevato rischio di ignizione delle polveri. Anche i condotti flessibili devono essere collegati a terra grazie a conduttori a spirale; dei quali è essenziale la verifica del corretto collegamento a terra. Le cinghie e i nastri trasportatori dovranno essere collegati a terra secondo quanto prescritto dal art. 4.5 della CLC/TR 50404. Particolare attenzione deve essere posta al collegamento a terra dei filtri a tessuto, che va realizzato conformemente a quanto indicato dal art. 8.9 della NFPA 77/00. Il controllo dell’elettricità statica avverrà pertanto con la definizione delle massime resistenze di terra ammissibili atte a prevenire il rischio di ignizione delle polveri per cause elettrostatiche (tabella 9). Fulmini La norma CEI 81-4 (art. 2.7.1) definisce a rischio di esplosione causato da fulminazione i soli depositi e fabbriche di munizioni, escludendo implicitamente da ta- Tabella 8 – DENSITÀ DI CARICA GENERATA NELLE PIÙ COMUNI OPERAZIONI CON POLVERI (da: CLC/TR 50404) Operazione Densità di carica specifica (µC kg-1) 10-3 ÷ 10-5 10-1 ÷ 10-3 1 ÷ 10-2 1 ÷ 10-1 102 ÷ 10-1 103 ÷ 10-1 Setacciatura Versamento Trasferimento su cuscinetti Macinazione Frantumazione Trasporto pneumatico ANTINCENDIO maggio 2004 131 19 Marigo 05.04 07-05-2004 10:56 Pagina 132 IL RISCHIO ESPLOSIONE DA POLVERI le rischio tutte le aree classificate 20, 21 e 22. La possibilità che un fulmine possa determinare un’esplosione in aree 21 e 22 risulta, infatti, molto remota derivando essa dal prodotto tra due probabilità di accadimento già bassissime. Tale possibilità, per aree 20, è comunque limitata essendo, in genere, le polveri confinate all’interno di strutture metalliche. Si dovranno in ogni caso prevedere idonei sistemi di protezio- IL RISCHIO ESPLOSIONE DA POLVERI ne dai fulmini in conformità a quanto previsto dalla CEI 81-1. – sfogo dell’esplosione; – soppressione dell’esplosione; – isolamento dall’esplosione. Protezione contro il rischio di esplosione Nella tabella 10 si elenca la tipologia di dispositivo, correlandola alla normativa tecnica applicabile. Può altresì rendersi necessaria l’adozione di misure di protezione contro l’esplosione, tra cui si evidenziano: – progettazione resistente all’esplosione; I sistemi di protezione elencati sono sottoposti alla direttiva 94/9/CE; nel seguito si fornisce una breve descrizione per ognuno dei sistemi citati. Tabella 9 – MASSIME RESISTENZE DI TERRA AMMISSIBILI PER IL CONTROLLO DELL’ELETTRICITÀ STATICA (da: CLC/TR 50404) Riferimento norma CLC/TR 50404 Tipo di installazione Resistenza massima verso terra (Ω) Note 10.3.1.1 Struttura principale dell’impianto 106 MT solitamente intrinseca alla struttura 10.3.1.1 Impianti fissi metallici di larghe dimensioni (silo, filtri a maniche, grandi ventilatori) 106 MT solitamente intrinseca alla struttura. Può essere richiesta una MT speciale per elementi montati su supporti non conduttivi 10.3.1.1 Tubazioni metalliche 106 MT solitamente intrinseca alla struttura. Nel caso la MT superi il valore previsto può rendersi necessario un collegamento di MT speciale Elementi non conduttivi con o senza componenti metallici isolati (es. bulloni in tubazioni in plastica) Valore generalmente non applicabile 10.3.3 Normativa tecnica armonizzata Normativa tecnica nazionale Normativa tecnica NFPA Progettazione resistente all’esplosione 6.5.2 prEN 14460 EN 13455-3 – NFPA 69/97 Sfogo dell’esplosione 6.5.3 prEN 14034 EN 13821 prEN 14491 – NFPA 68/02 NFPA 69/97 Soppressione dell’esplosione 6.5.4 prEN 14373 – NFPA 69/97 ISO 6184-4 Isolamento dall’esplosione 6.5.5 – – NFPA 69/97 NFPA 654/97 ANTINCENDIO maggio 2004 – attrezzature resistenti alla pressione di esplosione (EPR); – attrezzature resistenti allo shock dell’esplosione (EPSR). Le EPR devono resistere alla massima pressione generata dall’esplosione in assenza di deformazione plastiche residue, mentre l’EPSR ammette deformazioni residue sull’apparecchiatura. Si accetta una tensione massima di progetto sulla membratura pari alla tensione di snervamento Sfogo dell’esplosione Lo sfogo dell’esplosione rappresenta una fondamentale misura di protezione contro le esplosioni e consiste nel prevedere l’installazione di una o più aperture di minima resistenza (dischi di rottura, aperture di decompressione) che, in occasione dell’esplosione, cederanno e proteggeranno l’inte- Figura 8 – Esplosione in impianto protetto da dischi di rottura (da: NFPA 654/97) Filtro a maniche Ciclone Riferimento paragrafo EN 1127-1 132 Questa tipologia di protezione prevede che il contenitore sia progettato per resistere alla massima pressione che può generare l’ipotetica esplosione da polveri all’interno del contenitore stesso. La norma di riferimento prEN 14460, prevede le seguenti modalità di progettazione: per l’EPSR mentre per l’EPR la tensione ammissibile sarà inferiore allo snervamento. La prEN 14460 rimanda comunque alla EN 13455-3 per l’illustrazione estensiva dei criteri di progettazione. La progettazione resistente all’esplosione è generalmente utilizzata quando è necessario proteggere contenitori di piccole dimensioni dagli effetti dell’esplosione (es. piccole unità filtro, cicloni, valvole rotative). Il rischio di innesco elettrostatico preclude l’utilizzo di tali materiali Tabella 10 – NORMATIVE APPLICABILI ALLE MISURE DI PROTEZIONE DALLE ESPLOSIONI Strategia di prevenzione Progettazione resistente all’esplosione Disco di rottura Disco di rottura Disco di rottura Direzione di propagazione della deflagrazione Punto di innesco ANTINCENDIO maggio 2004 ra struttura da effetti distruttivi ben più rilevanti (figura 8). Il dimensionamento delle aperture di decompressione fa seguito alla seguente equazione (legge cubica): (dP/dt)max • V1/3 = Kst dove: (dP/dt)max è la velocità massima di aumento della pressione durante la deflagrazione; V è il volume da proteggere; Kst è la costante caratteristica della miscela polvere/aria in esame. In particolare la relazione indica che la velocità di incremento della pressione diminuisce all’aumentare del volume del contenitore, a parità di miscela polvere/aria. La pericolosità delle polveri può essere preventivamente verificata con la NFPA 68/02. Verifiche di dettaglio, in sede di dimensionamento dei dischi di rottura, dovranno essere realizzate grazie alle EN 13821 e prEN 14034. A titolo di esempio si riportano in tabella 11 i principali parametri normalmente utilizzati nel calcolo delle aperture di decompressione. La figura 9 indica invece la dinamica dell’esplosione del contenitore chiuso o dotato di dischi di rottura. Rispetto a un contenitore chiuso, l’esplosione in un contenitore dotato di aperture di decompressione è caratterizzata da una sovrappressione massima ridotta (Pred, inferiore a quella massima sopportabile dal recipiente) in luogo della sovrappressione massima del contenitore chiuso (Pmax). 133 19 Marigo 05.04 07-05-2004 10:56 Pagina 134 IL RISCHIO ESPLOSIONE DA POLVERI IL RISCHIO ESPLOSIONE DA POLVERI Tabella 11 – CARATTERISTICHE DI ALCUNE POLVERI COMBUSTIBILI (da: NFPA 68/02) Categoria Sostanza Grandezza media delle particelle (µm) Minima concentrazione esplosiva (g/m3) Pressione massima (Pmax) Kst Classe di (bar m/s) pericolosità ST Polveri di prodotti agricoli Cellulosa Granoturco Segatura 33 28 29 60 60 9.7 9.4 10.5 223 75 205 2 1 2 Polveri di carbone Coke di petrolio Lignite 15 32 125 60 7.6 10 47 151 1 1 Polveri chimiche Acido ascorbico Lattosio 39 23 60 60 9 7.7 111 81 1 1 nima resistenza Ae, per valori Pred compresi tra 0.1 e 1.5 bar è così pari a quanto riportato nello schema A. Le aperture di decompressione così calcolate dovranno essere installate nella zona 20 del contenitore da proteggere secondo le modalità indicate dalla prEN 14491. A tale norma si rimanda anche per tutto quanto non esplicitamente richiamato nel presente lavoro (azioni sulle strutture, durata della sollecitazione di apertu- ra, modalità di posizionamento, manutenzione, ecc.) Adeguata protezione, conforme alla norma, dovrà inoltre essere riservata alle condutture di collegamento e trasporto dell’impianto. Una rilevante controindicazione nell’uso di questa tecnologia si ha per possibile fuga di gas o polveri tossiche (per es. particolari processi in aziende farmaceutiche), caso in cui si dovrà ricorrere a sistemi di soppressione delle esplosioni. Schema A - VALORE DELLA SUPERFICIE DI MINIMA RESISTENZA Ae (per valori Pred compresi tra 0.1 e 1.5 bar) Ae = B [1+C • Log (L/D)] Polveri metalliche Alluminio Magnesio 29 28 30 30 12.4 17.5 415 508 3 3 Polveri di materie plastiche Resina melamminica Polivinilacetato 18 32 125 30 10.2 8.6 110 119 1 1 dove: B= [3.264 • 10-5 • Pmax • Kst • Pred + 0.27 • (Pstat - 1) • Pred 0.5 ] • V0.753; C = [- 4.305 • Log (Pred) + 0.758] L è l’altezza del contenitore da proteggere; Pmax Pressione Andamento della pressione con il recipiente chiuso Resistenza del recipiente Pred Andamento della pressione con l’apertura dei pannelli di decompressione Pstat Tempo Figura 9 – Dinamica dell’esplosione in assenza e presenza di pannelli di decompressione 134 ANTINCENDIO maggio 2004 La pressione massima di apertura dei pannelli di decompressione si indica con Pstat. La metodologia di calcolo delle aperture di decompressione, sviluppata in prEN 14491, presuppone la conoscenza del valore Pstat del pannello posto a protezione delle aperture di sfogo, che dovrà essere certificato secondo quanto prescritto dalla Direttiva 95/9/CE. È necessaria inoltre la conoscenza della Pred del contenitore che si dovrà proteggere, dato che si può ricavare direttamente con prove di laboratorio o calcolato con i metodi forniti dalla scienza delle costruzioni, anche grazie a simulazioni di tipo numerico. Il valore della superficie di mi- D è il diametro idraulico del contenitore da proteggere; V è il volume del contenitore da proteggere. Nel caso Pred sia compresa tra 1.5 e 2.0 bar allora: Ae = B Le equazioni precedenti sono valide se sono soddisfatti i seguenti parametri: 0.1 m3 ≤ V ≤ 10.000 m3; 0.1 bar ≤ Pstat ≤ 1 bar; Pstat ≤ Pred ≤ 2 bar; 5 bar ≤ Pmax ≤ 10 bar nel caso in cui 10 bar • m • s-1 ≤ Kst ≤ 300 bar • m • s-1; Sistemi di soppressione dell’esplosione Tali sistemi – che consistono nell’insieme di componenti per la rilevazione, l’estinzione e la supervisione/controllo – agiscono prevenendo la crescita della pressione per deflagrazioni delle polveri stoccate in contenitori chiusi (cicloni, filtri a maniche, silos) e vengono utilizzati quando il rilascio all’esterno dei prodotti della combustione ha una potenziale ricaduta negativa sia per le persone, sia per l’ambiente (fuoriuscita di prodotti tossici, nocivi). L’azione di soppressione consiste nell’estinzione delle reazioni di esplosione allo stadio iniziale, prima cioè che la catena di reazione si ramifichi e la normativa di riferimento per la progettazione di sistemi di soppressione è il progetto di norma armonizzata prEN 14373. L’esplosione incipiente è rilevata grazie a sensori di pressione, del tasso di incremento della pressione o sensori ottici UV. La dinamica di funzionamento è illustrata in figura 10, dove la Pa è la pressione di attivazione del sistema ad alta velocità di scarico dell’estinguente (HRD). Normalmente i sistemi HRD sono caricati ad azoto con pressioni comprese tra 20 e 60 bar. Molti sono i tipi di estinguente utilizzati, tra cui l’acqua, con o senza additivi, e le polveri polivalenti. Sistemi HRD possono essere infine caricati anche a CO2. oppure: 5 bar ≤ Pmax ≤ 12 bar nel caso in cui 300 bar • m • s-1 ≤ Kst ≤ 800 bar • m • s-1; Isolamento dall’esplosione Le condizioni iniziali di temperatura e pressione siano atmosferiche; 1 ≤ L/D ≤ 20. L’isolamento dall’esplosione è un metodo che permette l’interru- ANTINCENDIO maggio 2004 135 19 Marigo 05.04 07-05-2004 10:56 Pagina 136 IL RISCHIO ESPLOSIONE DA POLVERI IL RISCHIO ESPLOSIONE DA POLVERI Tabella 12 – PRINCIPALI CARATTERISTICHE DEI SISTEMI DI ISOLAMENTO DALLE ESPLOSIONI PER POLVERI (da: NFPA 69/97) Dispositivo Barriere estinguenti Valvole ad azione rapida Valvole rotative (a stella) Deviatori di esplosione Riferimento paragrafo EN 1127-1 Tipo 6.5.5.2.5 6.5.5.3.2 6.5.5.3.3 6.5.5.3.4 Attivo Attivo Passivo Passivo Isolamento dall’esplosione Isolamento dalla fonte di ignizione Isolamento del flusso SÌ SÌ SÌ NO SÌ SÌ Nota NO NO SÌ SÌ SÌ Nota: La valvola rotativa previene il passaggio del fronte di fiamma ma non sempre impedisce l’attraversamento di braci e/o scintille Pmax Pressione Andamento della pressione con il recipiente chiuso Resistenza del recipiente Pred Andamento della pressione con HRD attivato Pa Tempo Ciclone Fast Acting Valve Filtro a maniche Disco di rottura Punto di innesco Figura 11 – Impianto isolato con valvola ad azione rapida (da: NFPA 654/97) 136 ANTINCENDIO maggio 2004 Figura 10 – Dinamica dell’esplosione in assenza e presenza di sistemi HRD zione dell’onda di pressione e del fronte di fiamma tra apparecchiature interconnesse con tubazione di trasporto e collegamento. È possibile infatti, che l’esplosione nata all’interno di un componente dell’impianto, si propaghi all’intero sistema come illustrato nella figura 8. I sistemi di isolamento sono basati su diverse tecnologie; nella tabella 12 è riportata una loro classificazione in funzione delle caratteristiche più significative. L’effetto dell’installazione di un sistema di isolamento in una condotta di collegamento è rappresentato in figura 11. Nel caso specifico si tratta dell’installazione di una valvola ad azione rapida (Fast Acting Valve). La scelta del sistema di isolamento dovrà tener conto di più parametri quali la possibilità o meno di scarico nell’ambiente dei prodotti della combustione, la necessità o meno di manutenzione accurata, la resistenza a esplosione dell’impianto, le perdite di carico indotte dal sistema di isolamento. La scelta delle possibili soluzioni – Con il presente lavoro si sono cercati di fornire i principali strumenti per una corretta analisi del rischio legato all’esplosione da polveri partendo dalle direttive ATEX recentemente recepite nel nostro ordinamento legislativo. Utilizzando la normativa tecnica, per quanto non sempre omogenea e completa, ci si è proposti di illustrare le principali misure di prevenzione e protezione per far fronte a tale tipologia di pericolo. Si è evidenziato che a un rischio di complessa soluzione come quello legato alle esplosioni da polveri corrispondono configurazioni impiantistiche talvolta complesse e costose. Di conseguenza, la filosofia che dovrebbe essere seguita come guida nella scelta tra le possibili soluzioni consiste nell’impiego sinergico dei diversi sistemi di prevenzione e protezione, tra cui: rivelazione ed estinzione di scintille accoppiato con superfici di decompressione, ventilatori di classe 1 in zona 20 da utilizzarsi solo con la presenza di sistemi di soppressione delle esplosioni. Da sola, un’unica misura, raramente è efficace nell’eliminazione del rischio che, se sottovalutato, può condurre a conseguenze gravi sia per le persone, sia per le cose. Bibliografia e normativa tecnica EN 1127-1, Explosion prevention e protection – EN 13237, Term and definitions for – – – – – – – – – – – – – – – – – – – equipment and protective system intended for use in potentially explosive atmosphere EN 13821, Determination of minimum ignition energy of dust/air mixtures EN 50281-2-1, Test methods Methods for determining the minimum ignition temperatures of dust EN 50281-3, Classification of areas where combustible dust are or may be present prEN 14034-1, Determination of the maximum explosion pressure prEN 14034-4, Determination of the limiting oxygen concentration of dust clouds prEN 14373, Explosion suppression systems prEN 14460, Explosion resistant equipment prEN 14491, Dust explosion venting protective systems CLC/TR 50404, Code of practise for the avoidance of hazards due static electricity CEI 81-1, Protezione delle strutture contro i fulmini CEI 81-4, Valutazione del rischio dovuto al fulmine NFPA 51B/99, Standard for fire prevention during welding, cutting and other hot work NFPA 61/99, Standard for the prevention of fires and duct explosions in agricultural and food service NFPA 68/02, Guide for venting of deflagration NFPA 69/97, Standard on explosion prevention system NFPA 77/00, Recommended practise on static electricity NFPA 650/98, Standard for pneumatic conveying system for handling combustible particulate solids NFPA 654/97, Standard for the prevention of fire and dust explosions from the manufacturing, processing and handling of combustible particulate solids NFPA 664/98, Standard for the prevention of fires and explosions in wood processing and woodworking facilities ANTINCENDIO maggio 2004 Manuali e test di riferimento – – – – – – – – AA.VV., Fire Protection Engineering, NFPA, Quincy, Massachusetts (USA), 2002 AA.VV., Fire Protection Handbook, NFPA, Quincy, Massachusetts (USA), 2003 AA.VV., Impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione, TNE, Torino, 2002 AA.VV., La nuova legislazione sui luoghi con pericolo di esplosione, TNE, Torino, 2003 Monte A., Elementi di impianti industriali, Cortina, Torino 1994 Olivari V., Manuale degli impianti per l’industria, Tecniche Nuove, Milano, 1999 Pasquon I. Pregaglia G., Principi della chimica industriale. Parte 4: Rischi potenziali, sicurezza e protezione ambientale, Città Studi, Milano, 1996 Perry R., Green D. W., Perry’s Chemical Engineers Handbook, McGraw-Hill, New York (USA), 1997 ■ ANTINCENDIOLINK ■ La redazione della rivista consiglia, per approfondire l’argomento trattato in questo articolo, di consultare anche: • Caccia alle cause degli eventi in incendi, esplosioni ed infortuni M. Marchini Antincendio, ottobre 2003 • Prodotti antincendio e loro commercializzazione. Un nuovo scenario I. Tiezzi Antincendio, giugno 2003 • Prodotti petroliferi ecco come cambieranno le regole tecniche A. Geri Antincendio, aprile e maggio 2003 Gli articoli citati e le intere annate di Antincendio dal 1994 al 2003 sono ricercabili su www.insic.it, il portale per gli specialisti della sicurezza, nella sezione LETTERATURA. 137